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L’Accademia di architettura di Mendrisio ha ricevuto in donazione nel 2013 l’archivio fotografico della società IN.CO. Ingegneri Consulenti S.p.A. Il fondo conta circa 6000 fotografie in bianco/nero e a colori e costituisce un’importante testimonianza delle innovazioni costruttive e delle tecniche di messa in opera delle infrastrutture su scala mondiale nell’arco temporale tra il 1950 e il 1990.
L’Archilettura proposta dalla Biblioteca in collaborazione con la Cattedra di strutture si riferisce anche alla metodologia didattica dell’Accademia di architettura di Mendrisio proponendo l’analisi e la messa a confronto per elementi costitutivi di più manufatti progettati dalla società italiana sotto la guida dell’ingegner Silvano Zorzi (1921–1994).
Le tavole esposte si focalizzano sulle specifiche dei materiali e delle tipologie di messa in opera, sulle fondazioni, sui pilastri e sugli impalcati delle diverse strutture presenti nell’archivio (ponti, viadotti, dighe, opere portuali, linee ferroviarie, metropolitane, grandi edifici civili ed industriali) al fine di evidenziare l’abilità creativa dell’ingegner Zorzi e riconoscere l’importanza e l’impatto dell’infrastruttura sul territorio.

Mostra a cura di: Valeria Francesca Gozzi, Mario Monotti, Sabina Walder e Angela Windholz
Didascalie e disegni a cura di: Carlo Calderini
Vetrina bibliografica a cura di: Michele Mogliazzi
Si ringrazia: Luisa Sutto

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Silvano Zorzi e l’archivio fotografico della IN.CO. S.p.A.
"L’architettura delle infrastrutture"

9 maggio 2017 - 15 settembre 2017

Salomon Gessner (1730–1788), il poeta e artista zurighese al centro della mostra, creò con le sue poesie idilliache un vero fenomeno estetico europeo celebrando — a ridosso della rivoluzione francese e di quella industriale — un’utopia bucolica regressiva.
La felicità idealizzata di una natura paradisiaca si tradusse poi in un processo di estetizzazione nei trattati sul landscape gardening, nella moda del country life, nelle architetture dei cottages, delle ville in stile e dello chalet svizzero, sino alle tendenze della piccola casetta per il weekend in riva al lago degli anni ‘50 e al resort per il chill out della società odierna.
La mostra apre con le raffinate incisioni del 1811 di Carl Wilhelm Kolbe il Vecchio (1759–1835) che illustrano i famosi Idilli di Salomon Gessner; passa poi alle coloratissime fotocromie degli anni ’90 del XIX secolo della ditta Orell Gessner Füssli, dedicate ai pittoreschi paesaggi alpini e mediterranei; presenta a seguire le stereografie di amene mete turistiche e conclude con una scelta iconografica dedicata alle case da sogno in epoca contemporanea. Il percorso espositivo, tutto basato sui fondi speciali della biblioteca, rintraccia attraverso questi capitoli storici la ricorrenza dell’utopia di una vita arcadica e idilliaca, sino alla sue forme mondane, turistiche e architettoniche.

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L’idillio, mutamenti di un topos

25 novembre 2015 - 22 luglio 2016

“...la rivista dovrà rispecchiare via via ciascun risultato, ciascun aspetto della gigantesca gara di progresso e di lavoro alla quale l’Italia fascista ha invitato tutte le genti civili. Descrivere a parte a parte l’Esposizione Universale e l’ambiente storico e attuale, in cui essa sta sorgendo, sarà quasi un ripercorrere il cammino della civiltà in ogni sua vittoriosa avanzata e riviverne le fasi in questa eccelsa fonte e sede che è l’Urbe dei millenni.”

Con queste parole, il militante nazionalista e poi fascista Luigi Federzoni, allora presidente della Reale Accademia d’Italia, saluta, dalle pagine di Civiltà, la nascita della rivista stessa, periodico che, tra il 1940 e il ‘42, avrà il compito di annunciare il significato del grandioso “Convegno delle Nazioni” che avrebbe dovuto presentare a Roma una non mai eguagliata sintesi panoramica di tutte le forme dello sviluppo spirituale, morale, economico, artistico, scientifico, tecnico della società umana in ogni epoca e in ogni paese: l’Esposizione Universale di Roma 1942, E 42.
In occasione dell’inaugurazione di EXPO 2015, la Biblioteca dell’Accademia di architettura di Mendrisio dedica una delle sue Archiletture a Civiltà, per ricostruire non solo la ricchezza di un particolare episodio editoriale ma anche la complessità e la problematicità di un preciso momento storico e culturale sullo sfondo di quella che, agli occhi del regime fascista, sarebbe dovuta divenire un “Olimpiade della Civiltà” nel momento di massimo sfarzo del nuovo impero.

La rivista è dimostrazione paradigmatica di come le arti visive e gli studi letterari assieme ad un generoso impegno culturale all’apparenza “liberale e aperto” potessero servire a promuovere gli intenti imperialistici dei regimi totalitari del XX secolo, celandone le barbarie sotto l’espressione di “civiltà”.

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Civiltà. La rivista per l’Esposizione Universale di Roma E 42

12 maggio 2015 - 31 ottobre 2015

In occasione dell’inventariazione dell’archivio di Augusto Rima la Biblioteca dell’Accademia di architettura partecipa, con una mostra di documenti storici, alla 9ª Biennale dell’Immagine organizzata dalla Galleria Cons Arc e il m.a.x. Museo di Chiasso e intitolata TRASFORMAZIONI. Le fotografie in esposizione documentano le complesse condizioni ambientali e le sfide ingegneristiche legate alla gestione delle acque territoriali del Canton Ticino, ma anche gli squilibri ecologici creati dal boom economico e demografico della regione. Pur trattandosi di documenti di carattere tecnico costituiscono una memoria di forti impressioni sulle dinamiche di trasformazione del territorio. Oltre all’allestimento fotografico, che si presenta come una fenomenologia visiva dell’impatto delle acque, la mostra propone la rilettura di alcuni dossier analitici dell’ingegnere: approfondimenti sulla ricerca delle cause di carattere morfologico, costruttivo e strutturale, che hanno provocato vari problemi di ordine ambientale.

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Acque, infrastrutture e memoria - Una selezione di documenti fotografici tratti dall’archivio dell’ingegner Augusto Rima di Locarno (1916-2003)

15 ottobre 2014 - 2 aprile 2015

In occasione dell’ArchiLettura "Gio Ponti digitale", la Biblioteca dell’Accademia desidera ricordare il ruolo culturale di Gio Ponti esponendo alcuni fascicoli di “Stile” – la rivista da lui fondata nel 1941 e diretta fino al 1947 – provenienti dalle proprie collezioni. Come mostrano le copertine esposte, disegnate da Ponti stesso, “Stile” può essere considerata un diario personale con cui l’architetto milanese ha interpretato l’Italia degli anni Quaranta attraverso la scrittura (firmata con ventidue pseudonimi diversi), il disegno, i suoi progetti e con la pubblicazione di contributi provenienti da ambiti diversi: architettura, pittura, scultura, poesia, disegno industriale, grafica, ecc. Questa piccola mostra vuole dunque essere un invito ad approfondire un momento cruciale per la cultura architettonica italiana e internazionale, ma soprattutto a esplorare e mantenere vive le collezioni della Biblioteca.

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Gio Ponti - Le copertine di 'Stile'

6 maggio 2014 - 4 ottobre 2014

La Biblioteca dell’Accademia presenta le opere di Wiebke Loeper, nata nel 1972 e cresciuta nell’edificio sperimentale a pareti mobili a Berlino-Est, Mollstr. 31, costruito dal padre, l’architetto Herwig Loeper.
Formatasi con Arno Fischer e Joachim Brohm alla celebre scuola fotografica dell’accademia di belle arti di Lipsia, i suoi lavori sono stati esposti in varie mostre personali e collettive a livello mondiale.
Il lavoro di Wiebke Loeper riflette sulla poetica della scomparsa dei luoghi e delle cose. Il suo procedimento sistematico e l’esatta ripetizione dei motivi in un prima e in un dopo trasmette l’inquietante trasformazione delle topografie urbane e della vita individuale e personale a Berlino.

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Wiebke Loeper

27 settembre 2013 - 28 febbraio 2014