Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di
architettura
Biblioteca

Fondi speciali

ignora la ricerca e visualizza tutto il Fondo
Elementa architecturae civilis, in usum nobilium collegii regii Theresiani conscripta, a Joan. Bapt. Izzo S. J. -  Vindobonae : Typis Joannis Thomae Trattner, 1764. -  296 p. : ill. ; 8° (Fondo Vercelloni)
Elementa architecturae civilis (1764)
Virgilio Vercelloni (Milano 1930-1995), architetto, urbanista, paesaggista e storico dell’architettura. Dopo la laurea nel 1957 al Politecnico di Milano diventa docente di Storia dell’architettura (1963-72). Lascia la facoltà per dedicarsi alla libera professione e a una ricchissima produzione letteraria. È co-fondatore della società milanese di ricerche pre-progettuali Uniplan Srl e coordinatore editoriale della rivista Controspazio, diretta da Paolo Portoghesi. Contribuisce come saggista ad alcune tra le più importanti riviste di architettura. I suoi scritti appaiono in opere collettive, ma anche nel Dizionario di architettura e urbanistica e in forma di importanti monografie tematiche: Atlante storico di Milano, città di Lombardia (Milano 1986), La storia del paesaggio urbano di Milano (Milano 1988), Atlante storico dell’idea del giardino europeo (Milano 1990) e Atlante storico dell’idea europea della città ideale (Milano, 1994). Partecipa come ricercatore e consulente ai grandi progetti dello sviluppo territoriale milanese. La sua attività progettuale è rivolta ad opere pubbliche come il Municipio di Rozzano (1968), i centri sportivi di Lacchiarella e Pero (1980), gli edifici per l’amministrazione dello Stato a Milano (1988) e il Centro Civico di Bollate (1985). La biblioteca personale di Virgilio Vercelloni è stata acquistata dall’Accademia di Architettura di Mendrisio e costituisce il suo fondo librario più cospicuo, mentre il suo archivio progettuale, didattico e di ricerca è stato donato nel 2004 al CASVA.
Fondo Virgilio Vercelloni
Volumi moderni (dal 1830):8'447
Volumi antichi:30
Periodici:75
Anno di acquisizione:1999
L'architettura di M. Vitruvio Pollione colla traduzione italiana e comento del marchese Berardo Galiani ... dedicata alla maesta di Carlo re delle Due Sicilie .... -  In Napoli : nella stamperia Simoniana, 1758. -  462 p. ill. (Fondo Macconi)
L'architettura di M. Vitruvio Pollione (1758)
Gino Macconi (Verbania, 1928 - Sorengo, 1999), pittore, scultore, esperto d’arte, bibliofilo, documentarista per la Televisione della Svizzera Italiana, appassionato raccoglitore di fotografie e di altre testimonianze del territorio ticinese.
Si delinea come protagonista culturale nel corso del rapido sviluppo che conobbe il Ticino tra gli anni ’50 e ’70. Fu inoltre proficuo promotore culturale attraverso l’attività di gallerista, prima con la direzione della Galleria Nord Sud di Lugano e quindi, alla sua chiusura, della Galleria Mosaico di Chiasso che guiderà per trentatré anni. A lui si deve anche l’ideazione e la creazione del Museo della Civiltà Contadina del Mendrisiotto, con sede a Stabio.
Dopo la sua scomparsa, viene istituita per volontà sua e della moglie la Fondazione “Gino e Gianna Macconi”. La collezione d’arte fu donata al Museo d’Arte di Mendrisio, mentre il fondo librario venne trasferito §alla Biblioteca dell’Accademia di architettura.
Fondo Gino e Gianna Macconi
Volumi moderni (dal 1830):6'136
Volumi antichi:196
Periodici:42
Anno di acquisizione:2000
Plastiche e design / [Augusto Morello, Anna Castelli Ferrieri]. -  Milano : Arcadia, 1984. -  239 p. : ill. (Fondo Frateili)
Plastiche e design (1984)
Il fondo librario e l’archivio professionale dell’architetto, designer e teorico Enzo Frateili (1914-1993), ambedue provenienti dalla sua casa milanese in piazza Sant’Ambrogio, sono stati donati all’Accademia di architettura.
Dopo gli studi a Roma, Frateili comincia a occuparsi di design progettando mobili e interni. Seguono progetti per abitazioni a Bergamo (il quartiere Cep Monterosso) e Brescia (piano Ina casa) e la realizzazione di due chiese a Roma, una a Castel di Decima e l’altra a Pietralata. Collabora alla rivista Stile Industria con scritti sul disegno industriale e altre pubblicazioni sulla questione dell’industrializzazione del progetto architettonico. Insegna impianti tecnici e design industriale nelle Facoltà di ingegneria o architettura di Trieste, Torino e Milano e, come professore invitato, anche alla Hochschule für Gestaltung di Ulm.
Fondo Enzo Frateili
Volumi moderni (dal 1830):532
Anno di acquisizione:2004
Exposition Universelle, Paris 1900 : Champs-Elysées, Invalides, Champ de Mars, Palais Etrangères, Trocadéro / Héliotypies de E. Le Deley, Imprimeur-éditeur. -  Paris : Héliotypies de E. Le Deley, 1900. -  [50] tav. ill. (Fondo Gubler)
Exposition Universelle, Paris (1900)
Jacques Gubler (Nyon, 1941) insegna dal 1983 al New Jersey Institute of Technology e all’Institut de Théorie et d’Histoire de l’Architecture (ITHA) dell’EPFL di Losanna, dove nel 1984 diventa professore ordinario di Storia dell’architettura moderna. Dal 1999 al 2006 insegna Storia dell’architettura moderna all’Accademia di architettura di Mendrisio. È autore di numerose pubblicazioni monografiche sull’architettura moderna e contemporanea e di contributi alla rivista Casabella.
Fondo Jacques Gubler
Volumi moderni (dal 1830):1402
Anno di acquisizione:2005
Extraordinario libro di architettura di Sebastiano Serlio, architetto del re christianissimo, nel quale si dimostrano trenta porte di opera rustica mista con diversi ordini: & venti di opera dilicata di diverse specie con la scrittura davanti, che narra il tutto. -  In Lione : per Giovan di Tournes, 1551. -  [12] c XXX, XX c. di tav. (Fondo Guidini)
Extraordinario libro di architettura (1551)
Fondo Augusto Guidini padre (1853 - 1928) e Augusto Guidini figlio (1895-1970) proviene dalla casa di famiglia a Barbengo ed è pervenuto alla Biblioteca dell’Accademia tramite il nipote (rispettivamente figlio) Arnaldo Guidini di Barbengo. Il fondo rappresenta, soprattutto nella parte relativa al Guidini Sr., una collezione esemplare di un architetto e intellettuale, collocato storicamente tra l’eclettismo ottocentesco e le nuove correnti ingegneristiche e funzionali del primo Novecento. Durante la sua collaborazione da agrimensore ai preparativi degli scavi dei terreni per l’edificazione del quartiere Macao a Roma, nasce l’interesse di Guidini Sr. per l’archeologia e ne sono testimonianza vari libri sugli scavi e reperti archeologici provenienti in parte dall’architetto Pietro Bianchi (1787-1849). Nel fondo figurano accanto ai classici trattati d’architettura, come il Vitruvio, gli ordini di Giacomo Barozzi da Vignola, le fabbriche di Palladio, testi fondamentali ottocenteschi sulla storia dell’architettura come quelli di Thomas Hope, di Viollet-le-Duc e Charles Garnier. Manuali e compendi spaziano dalle epoche antiche fino a quelle moderne, documentando una vasta scelta di regioni geografiche e diversi fenomeni stilistici e regionali, con un occhio di riguardo per l’architettura vernacolare svizzera. Sono inoltre presenti monografie su edifici contemporanei e su tipologie moderne, così come una vasta scelta di pubblicazioni della ricca produzione autografa di Augusto Guidini Sr. L’Archivio del Moderno conserva la parte più consistente dell’archivio professionale di Augusto Guidini Sr. e Jr.
Fondo Augusto Guidini padre e figlio
Volumi moderni (dal 1830):576
Volumi antichi:40
Anno di acquisizione:2006
Le Antichità di Ercolano esposte / [Accademia ercolanese di archeologia]. - Napoli : nella regia stamperia, 1757-1792. -  8 vol. + suppl. ; 51 cm (Fondo Della Torre di Rezzonico)
Le Antichità di Ercolano esposte (1757-92)
Il fondo di libri faceva parte della biblioteca Cigalini Rosales conservata presso la Villa Rosales a Bernate e consiste in una collezione di libri pubblicati in gran parte durante il settecento (ma anche nel cinque, sei e ottocento) che trattano in gran parte argomenti storici, letterari ed artistici, ma anche architettonici, urbanistici e topografici. Una parte dei libri proviene dalla biblioteca del conte Carlo Castone Della Torre di Rezzonico, pervenuta al marchese Marco Cigalini quale erede testamentario del Rezzonico, di cui era nipote collaterale essendo egli figlio di Clelia Rezzonico, sorella del conte Carlo Castone. Suo figlio, il marchese Agostino (1806-1864) trasferì la biblioteca dalla casa cittadina in un’ala della villa di Bernate, che suo padre Marco aveva fatto ristrutturare tra il 1792 e il 1810 su progetto di Simone Cantoni. Egli morì celibe nel 1864 lasciando l’eredità al nipote Luigi Rosales, figlio di sua sorella la contessa Maria Cigalini Dal Verme, e del marchese Gaspare Rosales, legittimato con il loro matrimonio nel 1862.
Carlo Castone Della Torre di Rezzonico (Como 1742 - Napoli 1796), illustre poligrafo italiano del Settecento, era pronipote di Clemente XIII e cugino sia del cardinale Carlo Rezzonico sia del senatore di Roma Abbondio Rezzonico. Dopo gli studi presso la scuola dei paggi a Napoli e diversi soggiorni a Roma, durante i quali perfezionò la sua formazione classica ed enciclopedica, tornò dal padre a Parma e diventò discepolo di Étienne Bonnot de Condillac e del poeta Carlo Innocenzo Frugoni, suo maestro di poesia ma anche confidente d’amore e d’avventure. Ammesso in Arcadia, l’accademia letteraria romana, esordì come poeta col nome di Dorillo Dafneio. A Parma diventò Segretario perpetuo della Reale Accademia di Belle arti nel 1769 e Direttore degli spettacoli teatrali di Sua Altezza Reale. Oltre agli scritti di critica artistica, durante il suo Grand Tour nel 1785 redasse i diari, che offrono un gustoso spaccato sociale della realtà del Settecento: Opere del cavaliere Carlo Castone conte Della Torre di Rezzonico patrizio comasco, raccolte e pubblicate in dieci volumi da Francesco Mocchetti, Como 1815 - 1830. Tornato dai suoi viaggi si stabilì prima a Roma e poi a Napoli, dove entrò a fare parte dei circoli di personaggi quali il suo cugino e Senatore di Roma Abbondio Rezzonico, l’ambasciatore spagnolo e archeologo Don José Nicolás de Azara, la pittrice Angelika Kauffmann, l’antiquario e ambasciatore inglese Sir William Hamilton, il segretario di stato Sir John Acton e lo storico dell’arte Jean Baptiste Louis George Seroux D’Agincourt. Venne ritratto da artisti famosi come Élisabeth Vigée-Le Brun, Gavin Hamilton e Johann Zoffany. Carlo Castone morì a Napoli nel 1796 a soli 57 anni, e la sua collezione dei volumi del Museo Pio Clementino rimase incompleta.
Nella biblioteca figurano titoli centrali per la cultura del settecento come per esempio le opere di Francesco Algarotti, di Johann Joachim Winckelmann, di Anton Raffael Mengs, gli scritti di Voltaire, di Rollin, ma anche di Rudolf Erich Raspe, di Edward Gibbon, di Racine, di Vauban, ecc. La collezione offre una panoramica tipica e caratteristica sulla formazione intellettuale dei protagonisti della cultura artistica, antiquaria e letteraria della seconda metà del settecento.
In particolare, due opere del fondo si possono considerare tra i più importanti progetti editoriali del settecento: i volumi del Museo Pio Clementino, pubblicati a Roma tra il 1784 – 1807 per illustrare la collezione delle opere più famose della statuaria antica riunite dai pontefici nel Vaticano (la Biblioteca dell’Accademia di architettura possiede i tomi I, II, III, IV e VI pubblicati prima della morte di Carlo Castone) e i volumi delle Antichità di Ercolano curate sotto l’interessamento della Corona di Napoli ed edite dalla stamperia palatina dal 1757-1792.
Fondo Carlo Castone Della Torre di Rezzonico
Volumi moderni (dal 1830):80
Volumi antichi:316
Anno di acquisizione:2011
Sex. Julii Frontini de aquaeductibus urbis Romae commentarius antiquae fidei restitutus, atque explicatur opera et studio Ioannis Poleni. -  Patavii : Apud Joannem Manfré, 1722. -  296 p. : ill. (Fondo Rima)
De aquaeductibus urbis Romae (1722)
Il Fondo acquisito dalla Biblioteca dell’Accademia di architettura proviene dalla vasta biblioteca dell’ingegnere Augusto Rima di Mosogno (1916-2003). Dopo gli studi d’ingegneria civile presso il Politecnico federale di Zurigo (1935-39), Rima partecipa al progetto dell’esposizione nazionale di Zurigo del 1939. Nel 1946 apre uno studio d’ingegneria in collaborazione con il fratello Alessandro ed entrò nella Direzione delle Officine Idroelettriche della Maggia S.A. Nel 1956 apre un proprio studio a Locarno. In particolare, lavora al risanamento di diversi acquedotti nel Locarnese, realizza l'impianto d’incenerimento dei rifiuti di Riazzino, progetta l’aeroporto cantonale di Magadino ed il cavalcavia dell’autostrada sulla cantonale Cadenazzo-Giubiasco. Oltre al lavoro d’ingegnere, riveste cariche politiche, amministrative e consultive. Quale membro del Gran Consiglio della Repubblica del Cantone Ticino è componente delle Commissioni speciali dei ricorsi in materia di pubblica utilità e delle forze idriche. Diventa anche presidente della Società storica di Locarno e dell’Unione Svizzera degli Studi Consulenti di Ingegneria. Come delegato ambiente del Lions Club della sezione Svizzera e Liechtenstein, si impegna a sensibilizzare la platea internazionale alla salvaguardia dell’ambiente. Il Rima, oltre che poliedrico ingegnere, fu anche un colto “polyhistor” e assiduo collezionista di libri sia di materie umanistiche sia di scienze naturali. Da comprovato erudito - come tra l’altro si evince dalla lista delle sue numerose pubblicazioni e dalla sua ammissione quale Accademico corrispondente dell’Accademia Tiberina a Roma - raccolse anche una biblioteca specializzata in storia dell’idraulica, idrologia, geologia e geografia delle acque, ingegneristica dei navigli e dei canali, cura del paesaggio, trattamento degli argini e delle dighe, diritto dell’acqua, servitù, meteorologia nonché astronomia. Finora più della metà dei titoli del Fondo Rima non erano reperibili nelle biblioteche svizzere. Il fondo offre quindi una ricca fonte di studio su questioni relative alla gestione delle risorse idriche, alla cura dei fiumi e dei laghi, alla storia delle tecniche idriche e allo sviluppo delle metodologie idrauliche. Per una descrizione più dettagliata vedi l'articolo di Angela Windholz e Francesca Ambrosio Resciniti “Il fondo ‘acqua’ dell’ing. Augusto Rima”, Arte e storia, 54(2012), pp. 126-130.
La Biblioteca ha anche acquisito e riordinato una parte dell'archivio professionale di Augusto Rima inerente la sua attività ingegneristica. Una interessante introduzione all’archivio si tova nell'articolo di Luigi Lorenzetti “L’archivio Augusto Rima. Una fonte per la storia contemporanea del territorio ticinese”, Archivio Storico Ticinese, 159(2016), pp. 99-105 (PDF).
Per informazioni sull’archivio e richieste di consultazione, vi preghiamo di contattare la Biblioteca.
Fondo Augusto Rima
Volumi moderni (dal 1830):741
Volumi antichi:65
Anno di acquisizione:2011
Documentazione archivistica
Rosshalde : roman / von Hermann Hesse. -  Berlin : Fischer Verlag, 1918. -  304 p. (Fondo Steffen)
Rosshalde / Hermann Hesse (1918)
Sergio Steffen (Soletta, 1969 - Lugano, 2008) è stato responsabile della Biblioteca dell’Accademia di architettura dalla fondazione nel 1996 fino alla sua prematura scomparsa, contribuendo con competenza e passione a formare la base delle collezioni bibliografiche e a sviluppare i servizi che essa offre. La sua biblioteca personale, donata dalla famiglia, rispecchia fedelmente gli interessi intellettuali che aveva sviluppato nel corso degli anni: letteratura italiana e americana in generale, e una predilezione per il poliziesco in particolare, storia, psicologia, geografia. Una menzione particolare merita la sua passione per la musica sia jazz che rock, di cui era sottile conoscitore: una bella selezione di volumi sull'argomento si ritrova nel fondo posseduto dalla biblioteca.
Fondo Sergio Steffen
Volumi moderni (dal 1830):655
Anno di acquisizione:2008
Moderní architektura v československu = Moderne Architektur in der Tschechoslowakei = Modern architecture in Czechoslovakia = L'architecture moderne en Tchécoslovaquie = La arquitectura moderna en Checoslovaquia / O. Dostál, J. Pechar, V. Procházka. -  Praha : Nakladatelství československých výtvarných umělců, 1967. -  247 p. ill. (Fondo Stuber)
Moderní architektura v československu (1967)
Fritz Stuber (nato nel 1939 a Seedorf, Berna) architetto e urbanista, vive a Zurigo e Berlino. Si diploma nel 1967 alla Hochschule für Gestaltung, Ulm (alla facoltà di Costruzione), nel 1968 alla Harvard University in Cambridge, MA (in Urban Design) e nel 1969 all’ ETH di Zurigo (in pianificazione territoriale). Seguono soggiorni di ricerca presso l’Università della California - Berkeley (come borsista del Fondo Nazionale svizzero), Harvard University in Cambridge, MA e all’ETH di Zurigo. Insegna Urban Design prima negli Stati Uniti e poi in Australia all’Università di Sydney, dove nel 1989 è il primo professore invitato ad occupare la “Lend Lease Chair of Urban Design”. Dal 1973 lavora come consulente e progettista per enti pubblici, privati, fondazioni, istituti e organizzazioni internazionali. Nel 1987 è consulente per l’UNESCO per la conservazione e la salvaguardia del centro storico di Harar in Etiopia. La documentazione inerente alle ricerche storiche e agli interventi conservativi eseguiti sotto la sua direzione costituisce, insieme ad altri documenti legati all’attività dell’urbanista, una parte importante del fondo di Fritz Stuber (vedi Archivio Fritz Stuber), che si compone inoltre di libri su urbanistica e teorie sulla pianificazione territoriale, testi di psicologia e sociologia ambientale, documenti sui piani urbanistici di New York e Sidney, oltre che di una selezione di periodici internazionali relativi a questioni di pianificazione urbanistica e territoriale.

Altri materiali di Fritz Stuber sono conservati presso il gta Archiv a Zurigo e nello Staatsarchiv Aargau.
Fondo Fritz Stuber
Volumi moderni (dal 1830):601
Anno di acquisizione:2013
Documentazione archivistica
Parcs et jardins de France : (les jardins de l'intelligence) / par Lucien Corpechot ; iconographie réunie avec le concours de Marguerite Charageat. - Paris : Librairie Plon, 1937. -  169 p. : ill. (Fondo von Moos)
Parcs et jardins de France (1937)
Stanislaus von Moos (nato nel 1940 a Lucerna), storico dell’arte e teorico dell’architettura. Dopo aver studiato per un anno alla facoltà di architettura cambia indirizzo e si iscrive a storia dell’arte con Sigfried Giedion. Seguono incarichi da docente a Harvard, Berna e New York per poi acquisire una cattedra alla TU Delft. Torna in Svizzera nel 1983 per prendere la cattedra di Arte moderna e contemporanea creata ex-novo all‘Università di Zurigo, dove insegna fino al 2005. Da professore emerito insegna all’Accademia di architettura di Mendrisio e a Yale. Nel 1997 è nominato Jean Labatut Visiting Professor a Princeton. Importanti le sue pubblicazioni specialmente su Le Corbusier. Nel 1971 è rifondatore insieme a Hans Reinhard della rivista «Archithese». Introduce le opere di Robert Venturi in Europa e si dedica in modo critico ai fenomeni dell’arte come le mostre nazionali ed internazionali (p. e. Landesausstellung 1939 e Expo 02). Nel 2004 pubblica una raccolta di saggi intorno all’architettura e cultura visiva in Svizzera tra modernità e nostalgia sotto il titolo Nicht Disneyland.
Fondo Stanislaus von Moos
Volumi moderni (dal 1830):294
Volumi antichi:5
Anno di acquisizione:2008
1. Via Mengoni, attrezzature I.C.O.S., febbraio 1961, Publifoto<br>2. Via Dante, copertura della galleria, maggio 1961, Giancolombo News Photos<br>3. Corso Venezia, scavo in sotterraneo, aprile 1962, Publifoto<br>(Fondo Zaretti)
Il Fondo è costituito da documenti storici e da un corpus di 269 fotografie in bianco e nero scattate sul cantiere della Metropolitana Milanese e raccolte dall’ing. Luigi Zaretti, direttore dei lavori della linea 1 dal 1957 al 1963 per la società M.M. Il fondo consiste in sette classificatori di fotografie e in una scatola che contiene materiale progettuale e documentario inerente l’attività di Zaretti: piante e sezioni delle stazioni, mappe, calcoli finanziari e strutturali, quali gli studi sugli sviluppi dei procedimenti costruttivi per le gallerie superficiali della metropolitana, gli studi sulle strutture prefabbricate sotterranee poste in opera entro gli scavi in trincea, così come i fascicoli con la descrizione tecnica delle strutture prefabbricate sotterranee della Alpina S.p.A. (Milano). Le fotografie scattate durante i lavori provengono da varie agenzie fotografiche, tra cui Publifoto, Cera Foto Servizi e Photo News Giancolombo diretta da Gian Battista Colombo. Non mancano tuttavia i contributi di singoli fotografi affermati, tra cui il pavese Guglielmo Chiolini (1900-1991). Il Fondo Luigi Zaretti proviene dalla figlia dell’ingegnere, Anna Zaretti.
Archivio digitale MetroMilano
Descrizione bibliografica del fondo su LuMen
Fondo Luigi Zaretti
Per la facciata del Duomo di Milano / Luca Beltrami. -  Milano : Tip. A. Colombo e A. Cordani, 1887. -  3 fasc. : ill., 33 cm (Fondo Beltrami)
Per la facciata del Duomo di Milano (1887)
Nel Fondo Beltrami si conserva una cospicua raccolta degli scritti di Luca Beltrami (1854 –1933), architetto, storico dell'arte, archeologo e parlamentare italiano. Beltrami fu uno dei primi architetti a sviluppare una particolare cultura del restauro e della conservazione dei monumenti storici. La sua metodologia avveniristica prevedeva approfondite analisi sulla storia costruttiva degli edifici e sul loro contesto urbano.
Della collezione bibliografica del Fondo Beltrami fanno parte i suoi studi intorno a Leonardo da Vinci, differenti monografie di storia dell’arte e storia dell’architettura milanese e lombarda e diverse pubblicazioni riguardanti la tutela delle opere artistiche. Accanto a queste pubblicazioni erudite e letterarie sono da ricordare i suoi numerosi saggi scritti in occasione delle nozze di importanti gentiluomini lombardi. Questi “doni nunziali” pubblicati dalla Tipografia Umberto Allegretti sono di difficile reperibilità e rappresentano piccole e colte excursationes.
Fondo Luca Beltrami
Volumi moderni (dal 1830):144
Anno di acquisizione:2014/15
I quattro primi libri di architettura di Pietro Cataneo senese: nel primo de' quali si dimostrano le buone qualità de' siti, per l'edificationi delle città ... nel secondo, quanto si aspetta alla materia per la fabrica: nel terzo si veggono varie maniere di tempii ... nel quarto si dimostrano per diuerse piante l'ordine di più palazzi & casamenti,[...]. -  In Vinegia : in casa de' figliuoli di Aldo, 1554. -  [2], 54, [2] c. ill. (Fondo Corboz)
I quattro primi libri di architettura di Pietro Cataneo senese (1554)
La Biblioteca dell’Accademia di architettura di Mendrisio ha acquisito il lascito scientifico di André Corboz (Ginevra, 5 giugno 1928 – 4 giugno 2012), uno degli storici e teorici dell’architettura e della città più originali della Svizzera. Poeta, giurista, ricercatore erudito, fotografo e bibliofilo appassionato, André Corboz è stato autore di studi innovativi e interdisciplinari sull’architettura, sul patrimonio storico, sull’urbanistica e sulla morfologia e lo sviluppo dei territori e degli insediamenti umani. Messa da parte la laurea in giurisprudenza ottenuta all’Università di Ginevra, i suoi interessi si sono col tempo spostati, inizialmente da autodidatta, sulle discipline da lui poi insegnate presso le Università del Québec a Montréal e poi di Zurigo. Tra gli scritti in cui si rivela creativo rinnovatore di approcci e metodologie scientifiche si segnalano: Invention de Carouge. 1772-1792, Lausanne, Payot, 1968; Haut Moyen Age, Fribourg, Office du Livre, 1970 ; Canaletto. Una Venezia immaginaria, Milano, Alfieri Electa, 1985, 2 vol.; Ordine sparso : saggi sull'arte, il metodo, la città e il territorio, a cura di Paola Viganò, Milano, Franco Angeli, 1998; Die Kunst, Stadt und Land zum Sprechen zu bringen, Basel, Birkhäuser, 2001; Le territoire comme palimpseste et autres essais, Besançon, Editions de l'Imprimeur, 2001; Deux capitales françaises, Saint-Pétersbourg et Washington, Gollion, Infolio, 2003.

Biblioteca
Costituito da 20.000 volumi che rispecchiano gli interessi scientifici di André Corboz il Fondo librario comprende ambiti tematici che includono la storia dell’arte, l’architettura, la topografia, l’urbanistica e discipline correlate, la storia del territorio, l’estetica, la filosofia, gli studi etnografici, archeologici e antropologici, la geologia e la geografia. Il Fondo comprende inoltre collezioni di estrema specializzazione, dedicate, per esempio, alla storia dei labirinti, alla ricezione del tempio di Salomone o alla formazione del territorio statunitense.

Archivio iconografico
Del Fondo fa parte anche un archivio composto di 50.000 fotografie di viaggi di studio di André Corboz, 5000 immagini didattiche e una collezione di 20.000 cartoline storiche che rappresentano un itinerario visivo attraverso i suoi studi sulla formazione di centri abitati in tutto il mondo. La catalogazione e l’inventario del Fondo Corboz sono in corso (termine previsto 2018).
Fondo André Corboz
Volumi moderni (dal 1830):ca. 20'000
Volumi antichi:126
Anno di acquisizione:2014/15
Catalogazione e inventario in corso
M. Vitruvii viri suae professionis peritissimi, De architectura libri decem, ad Augustum Caesarem accuratiss. conscripti Nunc primum in Germania qua potuit diligentia excusi, atque hic inde schematibus non iniucundis exornati. Adiecimus etiam propter argumenti conformitatem, Sexti Iulii Frontini De aquaeductibus vrbis Romae, libellum. Item ex libro Nicolai Cusani card. De staticis experimentis, fragmentum. Cum indice copiosissimo, & dispositione longe meliori, quàm antea. -  Argentorati : in officina Knoblochiana per Georgium Machaeropioeum, 1543. -  [52],262, [52] p. ill. (Fondo Germann)
M. Vitruvii viri suae professionis peritissimi (1543)
Georg Germann, nato nel 1935 a Basilea è uno storico dell’architettura. Conclude i suoi studi di storia dell’arte svolti a Basilea, Parigi e Roma con una tesi di dottorato sull’architettura protestante in Svizzera, abilitandosi poi con un lavoro sul neogotico: Gothic Revival in Europe and Britain. Sources, Influences and Ideas. London, Lund Humphries, 1972. Nel 1974 lancia l’INSA - Inventario svizzero dell’architettura 1850-1920, edito poi in 11 volumi tra il 1982 al 2004 (Zürich/Bern, Orell Füssli/Gesellschaft für schweizerische Kunstgeschichte). Ha diretto il Museo Storico della Città di Berna e la Commissione cantonale dei monumenti storici del Cantone di Zurigo. Teorico dell’architettura e in particolare del restauro e della conservazione dei beni architettonici, ha insegnato in varie università svizzere. I libri provenienti dalla biblioteca di Georg Germann riflettono i suoi interessi principali: i vari revival stilistici nella storia dell’arte e dell’architettura dell’Ottocento e la tutela e conservazione dei beni artistici e architettonici.
Fondo librario provenienza Georg Germann
Volumi moderni (dal 1830):137
Volumi antichi:30
Anno di acquisizione:2014/15
Traitte' d'horlogiographie, contenant plusieurs manieres de construire sur toutes surfaces, toutes sortes de lignes horaires: & autres cercles de la sphere. Avec quelques instrumens pour la mesme pratique, & pour connoistre les heures devant la nuit: & l'heure du flus et reflus de la mer ... / par Dom Pierre de Ste Marie Magdeleine. -  A Paris : chez François l'Anglois, dit Chartres, 1645. -  [22], 392 p., 2 c. di tav. ripieg. ill. (Fondo Nessi)
Traitte' d'horlogiographie (1645)
Luigi Giovanni Antonio Nessi (1932 – 2009), architetto luganese diplomatosi al Politecnico Federale di Zurigo, ha lavorato soprattutto nel settore della pianificazione e della conservazione del territorio e dei monumenti ed è stato presidente del gruppo regionale ticinese dell’ASPAN dal 1964 al 1979. Guidato dalla sua passione per la storia dei mestieri e delle tecniche, ha assemblato una peculiare collezione di utensili e oggetti d’uso dei mestieri artigianali, di strumenti scientifici, e di strumenti legati al mondo domestico dal Rinascimento fino al XIX secolo provenienti da tutta Europa. Alla collezione era collegata una biblioteca di circa 4000 documenti tra manuali, ricettari, istruzioni, e trattati scientifici legati al sapere tecnico e ai mestieri.
La biblioteca ha ricevuto dagli eredi dell’architetto Luigi Nessi 144 libri antichi che facevano parte della collezione libraria. Tra questi si segnalano trattati del Cinque, Sei e Settecento sulla prospettiva, la matematica, i mestieri artigianali, e anche diversi dizionari e trattati artistici, come ad esempio un’edizione settecentesca del Trattato della pittura di Leonardo da Vinci o il Vocabolario toscano dell’arte del disegno di Filippo Baldinucci, del 1681. La donazione comprende poi anche una vastissima collezione ottocentesca dei manuali Roret. Tra le edizioni antiche sono da annoverare una cinquecentina, quattro seicentine e 35 settecentine.
Fondo librario provenienza Luigi Nessi
Volumi moderni (dal 1830):86
Volumi antichi:97
Anno di acquisizione:2014/15
Anthousa, oder, Roms Alterthümer : ein Buch für die Menschheit / von Karl Philipp Moritz. - Berlin : bei Friedrich Maurer, 1791. -  XX, 427 p., [10] c. di tav. ill. (Fondo Stickelberger)
Anthousa, oder, Roms Alterthümer (1791)
Emanuel Stickelberger (Alassio 1884 – San Gallo 1962), industriale e scrittore. Dal 1926 si dedica esclusivamente alla letteratura, presiedendo il PEN Club e dal 1943 anche la Società Svizzera dei Bibliofili. Come appassionato bibliofilo crea una delle più ricercate biblioteche private a livello internazionale, battuta all’asta da Koller a Zurigo nel 2010. La Biblioteca dell’Accademia di architettura è riuscita tra l’altro ad assicurarsi una piccola collezione di descrizioni topografiche e storiche di città svizzere, impreziosita da pregiati ex-libris inseriti nei volumi.
Fondo librario provenienza Emanuel Stickelberger
Volumi moderni (dal 1830):91
Volumi antichi:6
Anno di acquisizione:2014/15
Viadotto sul torrente Fichera per l’Autostrada Palermo-Catania a Polizzi Generosa (Palermo), 1970-1972, foto: Angelo Lauriola (Fondo INCO)
Viadotto sul torrente Fichera per l’Autostrada Palermo-Catania a Polizzi Generosa (Palermo), 1970-1972, foto: Angelo Lauriola
L’archivio fotografico della IN.CO. S.p.A., costituito da circa 6’000 fotografie in bianco/nero e a colori e conservato originariamente presso la sede milanese della società, è stato ricevuto nel 2013. L’archivio costituisce una testimonianza iconografica sulle innovazioni radicali delle grandi opere strutturali in campo mondiale (ponti, viadotti, dighe, opere portuali, linee ferroviarie, metropolitane, grandi edifici civili ed industriali) in un arco di tempo che va dal 1950 al 1990. Le costruzioni riprodotte nelle fotografie furono progettate dall’ingegnere Silvano Zorzi e realizzate dalla società italiana IN.CO. Ingegneri Consulenti S.p.A.
L’ingegnere Silvano Zorzi (Padova 1921 - Milano 1994) fu uno dei più apprezzati progettisti italiani di ponti del XX secolo. Nel 1939 si iscrive alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova. Nel 1945 si laurea a Losanna presso il Politecnico Federale come ingegnere costruttore. A Padova ottiene la laurea italiana in ingegneria civile idraulica nello stesso anno. Nel 1946 lavora al “CNR” presso il Centro studi sugli stati di coazione elastici con sede al Politecnico di Torino. Nel 1950 diventa titolare di uno studio professionale con sede a Milano specializzato in costruzioni in cemento armato precompresso. Nel 1961 è nominato presidente della società IN.CO. (Ingegneri Consulenti) con uffici a Milano, Venezia e Roma, specializzata in progettazione e direzione lavori per opere civili e industriali. Tra le sue realizzazioni si segnalano i ponti sull’Autostrada del Sole sul Po presso Mortizza (1957-1958) e quelli sull'Arno a Incisa e a Levane (1962-1964), progettati insieme a Giorgio Macchi. In particolare è degno di nota il ponte in acciaio sulla fiumara Sfalassà, che è uno dei più grandi ponti del mondo della sua tipologia.
Le fotografie sono firmate, tra gli altri, dai seguenti fotografi: G. Chiolini - Pavia; Angelo Lauriola - Roma; Publifoto - Genova; ICOMA Attualità Ceolin - Treviso; Foto A. Scavo; Astra Fotocine; E. Ceolin e R. Sartori di Foto Attualità -Treviso, Foto industriale Galbiati di A. Locati - Sesto S. Giovanni; Laboratorio fotografico G. Gherardi, A. Fiorelli - Roma; Foto Fortunati - Milano; Farabola - Milano; Cartoni Foto - Udine; Publifoto - Palermo; Nevio Natali - Ravenna, Foto A. Cartoni – Roma; Ulrico Petri; Giornalfoto - Trieste.
Fondo IN.CO. S.p.A. e Silvano Zorzi
Fotografie:circa 6'000
Anno di acquisizione:2013
Catalogazione e inventario in corso