Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura
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Mostra


23 giugno - 11 novembre 2022

A cura di
  • Sidi Vanetti
  • Vincenzo Tuccillo
  • Martino Pedrozzi

“Quando spiega i suoi progetti sembra raccontare delle storie. Dice di come sono nati, in che contesto, quali sono stati i personaggi coinvolti, quali le difficoltà e le scelte progettuali, come sono andati a finire. Mentre parla illustra i suoi racconti con dei disegni. Parole e immagini avanzano di pari passo. Conservo con cura decine di quegli schizzi rimasti senza voce.”

Martino Pedrozzi, Mini cigarillos. Due mesi nello studio di Oscar Niemeyer, LetteraVentidue, Siracusa 2020

Il tratto e la parola.
Schizzi originali
di Oscar Niemeyer
dalla collezione
di Martino Pedrozzi



Questa raccolta di schizzi è parte integrante di una serie di chiacchierate avvenute circa vent’anni fa. Oscar Niemeyer è seduto al tavolo del suo studio di Rio de Janeiro, la spiaggia di Copacabana si apre a perdita d’occhio sullo sfondo, e al suo fianco c’è un giovane architetto venuto dalla Svizzera per lavorare lì. L’intenzione di Niemeyer è introdurre il lavoro dello studio, parlare di “progetto” nel senso più vero e proprio del termine, rivelare la complessità di un pensiero costruito con passione e impegno. Niemeyer parla, scruta, disegna e ogni singolo elemento concorre alla costruzione del suo racconto al contempo intimo e universale: una serie di progetti, realizzati e non, si susseguono secondo un ordine temporale e spaziale dettato dall’incedere del discorso stesso, s’intrecciano all’evocazione di intensi momenti di vita, lambiscono i fondamenti dell’essere uomini e del fare architettura. Voce e mano viaggiano all’unisono, Niemeyer si protende sugli ampi fogli di carta da schizzo con la stessa generosità con cui parla. La voce è profonda e coinvolgente, i tratti del pennarello nero sono precisi ed eleganti. Sono passati molti anni e gli schizzi sono ancora perfetti, l’inchiostro nero non ha temuto il tempo; il ricordo delle parole esatte pronunciate, invece, si è naturalmente sbiadito, nonostante il loro senso sia sempre indelebile. A dieci anni dalla scomparsa di Niemeyer, questa piccola mostra curata e allestita da Sidi Vanetti, Vincenzo Tuccillo e Martino Pedrozzi rappresenta il tentativo di ricostruire l’unità sensoriale perduta di quei momenti: setacciando i tanti libri in cui il maestro brasiliano racconta i suoi progetti e si racconta, si è cercato di ridare voce a questi schizzi, seguendo il limpido filo conduttore del suo discorso di allora. Mancherebbe solo l’aroma intenso dei suoi “Mini Cigarillos”.
Il SalottoTurconi offre una serie di conferenze, presentazioni e incontri che prendono spunto dalle collezioni della Biblioteca dell’Accademia e vuole essere un momento di condivisione informale, votato al dibattito libero e aperto, incentrato sul dialogo e sulla discussione.
Il salotto accoglie un'ampia varietà di ospiti con le loro storie e idee, offre un momento in cui i discorsi e le figure del pensiero si connettono, si incrociano, si respingono.
Il salotto non conosce protocollo, né disposizione dei posti, né risultati pianificati in anticipo.