Università
della
Svizzera
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Accademia
di
architettura
Biblioteca

Fondo Carlo Castone Della Torre di Rezzonico

Carlo Castone Della Torre di Rezzonico
(Como, 1742 - Napoli, 1796)

Treccani | Bnf
 

Carlo Castone Della Torre di Rezzonico

Carlo Castone Della Torre di Rezzonico (Como 1742 - Napoli 1796), illustre poligrafo italiano del Settecento, era pronipote di Clemente XIII e cugino sia del cardinale Carlo Rezzonico sia del senatore di Roma Abbondio Rezzonico. Dopo gli studi presso la scuola dei paggi a Napoli e diversi soggiorni a Roma, durante i quali perfezionò la sua formazione classica ed enciclopedica, tornò dal padre a Parma e diventò discepolo di Étienne Bonnot de Condillac e del poeta Carlo Innocenzo Frugoni, suo maestro di poesia ma anche confidente d’amore e d’avventure. Ammesso in Arcadia, l’accademia letteraria romana, esordì come poeta col nome di Dorillo Dafneio. A Parma diventò Segretario perpetuo della Reale Accademia di Belle arti nel 1769 e Direttore degli spettacoli teatrali di Sua Altezza Reale. Oltre agli scritti di critica artistica, durante il suo Grand Tour nel 1785 redasse i diari, che offrono un gustoso spaccato sociale della realtà del Settecento: Opere del cavaliere Carlo Castone conte Della Torre di Rezzonico patrizio comasco, raccolte e pubblicate in dieci volumi da Francesco Mocchetti, Como 1815 - 1830. Tornato dai suoi viaggi si stabilì prima a Roma e poi a Napoli, dove entrò a fare parte dei circoli di personaggi quali il suo cugino e Senatore di Roma Abbondio Rezzonico, l’ambasciatore spagnolo e archeologo Don José Nicolás de Azara, la pittrice Angelika Kauffmann, l’antiquario e ambasciatore inglese Sir William Hamilton, il segretario di stato Sir John Acton e lo storico dell’arte Jean Baptiste Louis George Seroux D’Agincourt. Venne ritratto da artisti famosi come Élisabeth Vigée-Le Brun, Gavin Hamilton e Johann Zoffany. Carlo Castone morì a Napoli nel 1796 a soli 57 anni, e la sua collezione dei volumi del Museo Pio Clementino rimase incompleta.

Biblioteca

Il fondo di libri faceva parte della biblioteca Cigalini Rosales conservata presso la Villa Rosales a Bernate e consiste in una collezione di libri pubblicati in gran parte durante il settecento (ma anche nel cinque, sei e ottocento) che trattano in gran parte argomenti storici, letterari ed artistici, ma anche architettonici, urbanistici e topografici. Una parte dei libri proviene dalla biblioteca del conte Carlo Castone Della Torre di Rezzonico, pervenuta al marchese Marco Cigalini quale erede testamentario del Rezzonico, di cui era nipote collaterale essendo egli figlio di Clelia Rezzonico, sorella del conte Carlo Castone. Suo figlio, il marchese Agostino (1806-1864) trasferì la biblioteca dalla casa cittadina in un’ala della villa di Bernate, che suo padre Marco aveva fatto ristrutturare tra il 1792 e il 1810 su progetto di Simone Cantoni. Egli morì celibe nel 1864 lasciando l’eredità al nipote Luigi Rosales, figlio di sua sorella la contessa Maria Cigalini Dal Verme, e del marchese Gaspare Rosales, legittimato con il loro matrimonio nel 1862.
Nella biblioteca figurano titoli centrali per la cultura del settecento come per esempio le opere di Francesco Algarotti, di Johann Joachim Winckelmann, di Anton Raffael Mengs, gli scritti di Voltaire, di Rollin, ma anche di Rudolf Erich Raspe, di Edward Gibbon, di Racine, di Vauban, ecc. La collezione offre una panoramica tipica e caratteristica sulla formazione intellettuale dei protagonisti della cultura artistica, antiquaria e letteraria della seconda metà del settecento.
In particolare, due opere del fondo si possono considerare tra i più importanti progetti editoriali del settecento: i volumi del Museo Pio Clementino, pubblicati a Roma tra il 1784 – 1807 per illustrare la collezione delle opere più famose della statuaria antica riunite dai pontefici nel Vaticano (la Biblioteca dell’Accademia di architettura possiede i tomi I, II, III, IV e VI pubblicati prima della morte di Carlo Castone) e i volumi delle Antichità di Ercolano curate sotto l’interessamento della Corona di Napoli ed edite dalla stamperia palatina dal 1757-1792.

Consistenza del fondo

Volumi moderni (dal 1830): 80
Volumi antichi: 316
Anno di acquisizione: 2011

Consultazione

Tutti i volumi sono prenotabili via Reperio per la consultazione in sede, che dovrà avvenire su appuntamento.